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16/06/2012. Stavolta i nipotini di Bernacca non hanno toppato. Era previsto per questo weekend il caldo africano e il caldo africano è puntualmente arrivato. Oddio, probabilmente dalle parti di Nairobi farà qualche grado in più di Giazzera, ma i +30 di oggi ci andavano benissimo, specie dopo una primavera davvero tormentata, con spostamenti di data causa meteo all'ordine del giorno.
No, questa volta ci è andata davvero bene, come testimoniavano le facce e le braccia arrossate dal sole alla fine dei rispettivi tour. Due itinerari, peraltro, che si sono spinti in alto, con il GPM dei bikers fissato ai 1905 metri della Sella delle Pozze e quello dei trekker ai 2117 metri del Col Santo, passando in zone che oltre all'aspetto paesaggistico (splendidi gli scenari alpestri e i panorami sulle cime praticamente a 360°), offrono un vero e proprio tuffo nel passato, visto che quest'area era zona di confine Italia-Austria fino al primo conflitto mondiale e sono numerosi i ruderi e i manufatti di vecchie costruzioni militari, come trincee, strade, ospedali, ecc.
Il gruppo trekking è partito da Malga Cheserle, a quota 1375, poco dopo le 9:00, imboccando il ripido sentiero 132/B che dal fondo della valle conduce sul crinale. In un chilometro sono stati guadagnati circa 300 metri, salendo in mezzo al bosco su un sentiero che in alcuni tratti presentava dei veri e propri gradoni di pietra. Questo primo tratto, immerso in un fitto faggeto, era totalmente all'ombra, ma appena giunti sulla dorsale, si è aperto un panorama di sconfinati pascoli e da lì in poi il sole è stato grande protagonista.
Inizialmente si è giunti in località Torno, poi si è proseguito nei prati verso l'Alpe Alba, passando a fianco di caratteristiche casette in pietra locale, tetto compreso. Il paesaggio, come si può vedere dalle fotografie, era davvero da cartolina: solo prati, fiori, qualche alberello qua e la e un cielo azzurrissimo a fare da sfondo.
Giunti all'Alpe Alba, una conca erbosa posta sotto il Col Santo, è iniziata la salita a zig-zag nei prati verso la Sella dell'Anziana. Con delle grandi diagonali, seguendo la traccia nell'erba, è stata guadagnata quota senza particolari affanni, arrivando ai quasi 2000 metri della selletta posta fra il Dosso dell'Anziana e il Col Santo.
Dopo una pausa per tirare il fiato, è stata quindi affrontata la ripida salita finale verso la cima del Col Santo, in mezzo ai mughi e con pendenza molto simile a quella del tratto affrontato in prima mattinata. Poi, una volta giunti sul crinale, la salita è proseguita più dolce, fino ad arrivare alla sommità di questo "panettone" erboso, contrassegnata da una grande croce lignea.
Il bel prato e il sole caldo, unitamente al fantastico panorama, hanno indotto a sedersi sull'erba per sgranocchiare qualcosa facendosi baciare dai caldi raggi mentre si osservavano le vette all'orizzonte. Poi, dopo la doverosa sosta e la foto di gruppo con la croce, la comitiva ha imboccato la discesa verso il rifugio, dove nel frattempo era già giunto il gruppo bike.
La discesa, passando per la sella dei Col Santi (posta fra il Col Santo e il Col Santino), è avvenuta su un ripido sentiero pietroso, che con un zig-zag ho portato dai quasi 2000 metri della sella a poco più di 1800 del rifugio, in circa mezzo chilometro.
Una volta giunti al rifugio i due gruppi si sono concessi una lunga sosta per il ristoro e, per diversi, anche per l'abbronzatura (!), trasformando il prato antistante la struttura in una sorta di Lignano Sabbiadoro d'alta quota.
Poi, dopo il riposo, il cammino è ripreso sul sentiero 101 che scende nel bosco sotto Monte Testo, portando fino alla Pozza Rionda, lungo la strada forestale che scende dal Lancia.
Da lì in poi il sentiero coincide per alcuni tratti con la strada, mentre per altri segue il suo percorso tagliando i tornanti tra i prati, fino ad arrivare a malga Cheserle, dove si trova il parcheggio da cui eravamo partiti al mattino.
Ora l'appuntamento è per domenica 1° luglio, quando verrà disputato il 3° Bike & Trekking estivo, quello in Alto Adige, sulle Dolomiti di Braies. L'uscita è quella che lo scorso anno venne spostata al Lago di Caldaro perchè in valle pioveva a dirotto e in quota addirittura nevicava (era il 24 luglio ...). Speriamo quest'anno in una miglior fortuna, anche perchè fin'ora ... abbiamo già dato!
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Complessivamente sono stati percorsi circa 11 km, mentre il dislivello è stato di circa 750 metri. L'altimetria presenta un tratto iniziale di circa 1 km con ripida salita, fino alla dorsale, seguito poi da salite meno ripide alternate a tratti in falsopiano o leggera discesa. La salita si fa impegnativa nel mezzo km finale, che porta sulla cima del Col Santo. Il GPM (m. 2112) è poi seguito da una ripida discesa fino al rifugio e ancora più giù, dal rifugio alla strada forestale, passando per il bosco.
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Scarica qui il file Se
hai installato Google Earth nel tuo computer (è gratuito),
basterà lanciarlo (doppio clic) e potrai vedere il percorso
completo in 3D, dall'angolazione preferita |
Clicca qui per vedere la cartina del tracciato .................................................................................................................... |
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La partenza per l'itinerario trekking è fissata al
parcheggio in località Malga Cheserle
da lì parte il sentiero 132/B, che conduce sulla dorsale
di fronte a noi
Il sentiero attacca subito ripido nel bosco, con diversi
"gradoni" formati dalle pietre
Nel tratto iniziale camminiamo in un fitto faggeto, ancora
all'ombra
Walt e Spectrum impegnati sullo stretto sentiero
La pendenza in questo tratto supera il 30%
Usciti dal bosco, si apre il panorama sulla valle
Un ultimo sforzo per raggiungere la dorsale
Qui ci sono delle vere e proprie scale!
Eccoci finalmente sulla dorsale, con splendido panorama
sulla Vallagarina
Il parcheggio da cui siamo partiti soltanto mezzora fa, si
vede già piccolo piccolo ...
Riprendiamo il cammino, ora in mezzo ai prati baciati dal
sole
La salita si è fatta meno impegnativa
Curiose formazioni rocciose, frutto delle sedimentazioni
marine di milioni di anni fa
Facciamo una sosta. Le nostre divise rosse spiccano come
non mai nel verde dei prati
Riprendiamo il cammino, sempre sul sentiero 132/B che si
intuisce nell'erba
Piccoli Rinco avanzano ...
La zona è caratterizzata dalla presenza di particolari
baite totalmente in pietra, tetto compreso
Noi proseguiamo la nostra marcia in mezzo ai pascoli
Siamo praticamente in un mare verde
La fila si allunga in mezzo ai prati sconfinati
Ecco un'altra baita in pietra, con il tetto a volta
Arriviamo nei pressi di una costruzione un po' più grande
delle altre
La costruzione è semi-incassata nel terreno e il prato
attorno è molto curato
Proseguiamo lasciandoci alle spalle questo paesaggio da
cartolina
L'orizzonte è diviso in due: prato e cielo
Raggiunta l'Alpe Alba, si profila davanti a noi il
"panettone" del Col Santo, la nostra meta
Un bel capitello ligneo
Iniziamo la salita nei prati che ci porterà alla Sella
dell'Anziana
Il pendio è molto ripido e il sentiero lo affronta con
degli enormi zig-zag
Curvaaaaa
Avanti dritto
Sulla sinistra, in fondo alla valle, si vede la strada che
abbiamo percorso poc'anzi
Una piccola sosta snack
Riprendiamo il cammino
Orami la sella si profila davanti a noi
Tella e Dorty avanzano nella traccia in mezzo all'erba
Ecco la sella dell'Anziana, posta fra il Dosso
dell'Anziana (a sx) e il Col Santo (a dx)
Antonio arriva volando!
Eccoci al cartello segnavia posto sulla sella
Una breve sosta prima della salita finale, verso la cima
del Col Santo (alle nostre spalle)
Iniziamo la ripida ascesa
Il Dosso dell'Anziana si vede alle nostre spalle
Come pendenza, questa salita assomiglia molto a quella
iniziale
I fiori di montagna: a sx l'anemone, a dx il rododendro
Qui - invece - le genzianelle e i botton d'oro
Dopo un tratto più ripido, arriviamo sul crinale erboso e
la salita si fa meno impegnativa
la croce posta sulla cima è ormai alla nostra vista
Eccoci arrivati. Quota 2112 è raggiunta!
Il meritato riposo
Nel frattempo ci gustiamo il sole e il panorama
La firma del "libro di cima"
White che fa? Le prove per la statua bronzea?
In cerca di cibo ...
Dopo la sosta riprendiamo il cammino: dobbiamo scendere al
Rifugio Lancia dove ci attendono i biker
Piccolo Rinco in trincea !
La parte iniziale del sentiero è in mezzo ai prati
Arriviamo alla Sella dei Col Santi, posta tra il Col Santo
e il Col Santino
Scendiamo verso il rifugio
Ora il sentiero inizia a farsi un po' più ripido
Anche il fondo diventa pietroso e bisogna fare più
attenzione
Visto dal basso, il sentiero sembra ancor più impervio!
Il Presidente in sosta lungo la ripida discesa dalla Sella
dei Col Santi
Grossi massi staccatisi dalla montagna. Questa roccia,
formata da sedimentazioni marine, è molto friabile
Eccoci in vista del Rifugio Lancia
Davanti al rifugio ci sono già i biker che ci attendono
I primi ad arrivare sono i "piccoli camosci" Cristiano,
Antonio e Mirko
Beh, veramente noi pensavamo ad un altro tipo di
accoglienza ....
Guarda che roba. Ma che è tutta 'sta carne al sole ???
Almeno qualcuno vestito c'è ancora !
Bah, facciamo 'sta bella tavolata va ...
Dopo mangiato, anche Dorty si mette in posizione Lignano
Sabbiadoro
Azz, questo ha un occhietto mica tanto a posto
Dopo la foto di gruppo, ci prepariamo per proseguire i
rispettivi itinerari
Noi imbocchiamo il sentiero 102, in direzione Monte Testo
Il Col Santo, dove eravamo prima di pranzo, ora è sopra di
noi
Raggiunto il bivio con il sentiero 102/A, giriamo a destra
e iniziamo la discesa nel bosco
Il sentiero scende ripido tra gli abeti e i larici
Camminiamo spediti verso Malga Cheserle
In alcuni tratti il sentiero coincide con la strada
forestale che scende dal Lancia
Su un enorme masso, un messaggio di benvenuto ai viandanti
Nella parte finale della discesa incontriamo i biker che
sono scesi da malga Monticello
Il tratto conclusivo di strada bianca
L'arrivo al parcheggio di Malga Cheserle, dove si è chiuso
l'anello